Il sommelier: una professione millenaria tra storia e futuro

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Dalle antiche libagioni greche e romane al Vinitaly dell'era digitale, la figura del sommelier si è evoluta nel tempo, conservando intatto il suo fascino e la sua importanza nel mondo del vino. Una trasformazione che ha attraversato epoche, culture e contesti sociali, adattandosi alle esigenze e ai gusti di ogni periodo storico.

 

I precursori del sommelier: dal simposiarca all'arbiter bibendi

 

Nell'antica Grecia, il simposiarca era il maestro di cerimonia dei simposi, colui che stabiliva le regole del bere e decideva le proporzioni tra vino e acqua, mentre nell'antica Roma l'arbiter bibendi svolgeva un ruolo simile nei sontuosi banchetti patrizi. Figure che, pur operando in contesti diversi, possono essere considerate i primi precursori del sommelier moderno, custodi del piacere della degustazione e garanti della qualità del vino servito.

 

Il sommelier nel Rinascimento: la figura del bottigliere

 

Con il passare dei secoli, il ruolo del sommelier si è evoluto ulteriormente. Nel Rinascimento, tra le corti e le famiglie aristocratiche, si affermarono figure come il coppiere, il cantiniere e il bottigliere, veri e propri professionisti del vino. Tra di loro spicca Santo Lancerio, bottigliere personale di papa Paolo III tra il 1534 e il 1549, considerato il primo sommelier della storia. Lancerio non solo selezionava e gestiva i vini papali, ma lasciò anche un’importante eredità letteraria: una lettera inviata al cardinale Guido Ascanio Sforza contenente la descrizione organolettica di ben 53 vini e i relativi abbinamenti gastronomici. Un documento che rappresenta uno dei primi esempi di critica enologica in Italia e che anticipa il lavoro dei sommelier moderni.

 

L'evoluzione del termine "sommelier"

 

Ma se il ruolo del sommelier ha radici nobili, l’origine del termine ha un’origine più umile. La parola “sommelier” deriva dal francese antico “saumalier”, che indicava il conducente di bestie da soma, solitamente contadini itineranti che trasportavano e vendevano generi alimentari e vino. Con il tempo, questa figura si è trasformata in un addetto alla gestione delle provviste e poi in cantiniere, fino ad arrivare alla professione che conosciamo oggi.

 

Il sommelier oggi: un professionista poliedrico

 

Oggi, il sommelier è un colto conoscitore e consulente del mangiare e del bere bene, una figura chiave nel panorama enogastronomico. Il suo percorso di formazione è rigoroso e approfondito: in Italia, diverse associazioni offrono corsi per diventare sommelier professionisti, tra cui AIS, FIS, FISAR, ONAV e ASPI. Le competenze richieste spaziano dalle conoscenze sulla viticoltura e sui metodi di produzione, alle tecniche di degustazione, fino alla conoscenza del mercato, delle normative vigenti e dell’arte dell’abbinamento cibo-vino.

 

Il sommelier come trend-setter

 

Il sommelier non è solo un esperto di vino, ma anche un trend-setter, capace di influenzare le scelte dei consumatori e il successo commerciale di un prodotto. Le sue raccomandazioni possono decretare il destino di un’etichetta, rendendolo una figura di riferimento per produttori, ristoratori e appassionati.

 

L'intelligenza artificiale e il futuro del sommelier

 

Con l’avvento dell’era digitale, il sommelier si trova ora a confrontarsi con nuove sfide e opportunità. L’Intelligenza Artificiale sta entrando nel mondo del vino, offrendo strumenti innovativi per la degustazione e la consulenza. Un esempio è Redi, l’alter ego virtuale presentato a Vinitaly 2024 dall’azienda toscana Tua Rita, che sfrutta le potenzialità dell’IA per guidare nella scelta del vino. Sebbene queste innovazioni aprano nuove prospettive, la professione del sommelier rimane ancorata alle sue radici fatte di passione, sensibilità e conoscenza.

Evelina Guerreschi

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