Il Marsala: un vino dal sapore antico e dal fascino internazionale

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Le origini del Marsala

 

Era il 1773, una tempesta spinse il mercante inglese John Woodhouse a cercare riparo nel porto di Marsala. Qui ebbe modo di assaggiare il "Perpetuum", un pregiato vino dolce locale dal metodo di invecchiamento intrigante. Affascinato dalla complessità aromatica e dalla struttura del vino, Woodhouse comprese immediatamente il potenziale di questa bevanda non solo per il mercato inglese, ma anche per il panorama internazionale.

 

Il metodo di invecchiamento "Perpetuum"

 

Il "Perpetuum" si basava infatti su un sistema di invecchiamento in grandi botti di legno. Una volta riempita la botte, si prelevava una certa quantità di vino e la si sostituiva con un uguale quantitativo di vino giovane. Questa operazione, detta "ricolmo", veniva ripetuta periodicamente, creando un blend di vini di diverse età, che garantiva continuità e complessità al vino. Questo metodo è simile a quello della solera spagnola, ma con caratteristiche uniche che conferiscono al Marsala un profilo distintivo, capace di evolversi nel tempo e acquisire nuove sfumature di gusto ad ogni fase dell'invecchiamento.

 

L'intuizione di John Woodhouse

 

Woodhouse intuì il potenziale di quel vino per il mercato inglese e ne organizzò la prima spedizione, aggiungendo acquavite per preservarne le caratteristiche durante il viaggio. Questa intuizione si rivelò fondamentale per la nascita del Marsala come lo conosciamo oggi. L'aggiunta di alcol permise infatti al vino di mantenere inalterate le sue proprietà organolettiche anche durante i lunghi viaggi per mare, rendendolo particolarmente apprezzato dalla nobiltà e dai commercianti britannici.

 

Il successo del Marsala

 

Il successo fu immediato. Il Marsala conquistò l'aristocrazia britannica e divenne presto una bevanda popolare in tutta Europa. La sua versatilità lo rese ideale sia come vino da meditazione che come ingrediente nella cucina raffinata. Il celebre chef francese Auguste Escoffier lo introdusse nelle sue ricette, contribuendo alla sua fama internazionale. Da allora, il Marsala è stato utilizzato per arricchire piatti iconici, come il celebre "scaloppine al Marsala", diventando un elemento essenziale della cucina gourmet.

 

Il riconoscimento della DOC

 

Nel XIX secolo, la produzione del Marsala si sviluppò e si diversificarono le sue tipologie, distinguendosi tra Marsala Fine, Superiore e Vergine, in base all'invecchiamento e al grado di dolcezza. Questo ampliamento dell’offerta portò a una regolamentazione necessaria per garantire la qualità del prodotto e la sua autenticità. Nel 1969 arrivò il riconoscimento della DOC (Denominazione di Origine Controllata), a tutela della qualità e del legame con il territorio, rafforzando il prestigio del Marsala nel panorama enologico mondiale.

 

Un'eccellenza italiana

 

Oggi il Marsala continua a essere apprezzato in tutto il mondo, sia come vino da dessert che come ingrediente in cucina. Le cantine storiche di Marsala, come Florio, Pellegrino e Rallo, custodiscono la tradizione di questo straordinario vino, continuando a produrlo con la stessa passione e dedizione che lo hanno reso famoso nei secoli. Un simbolo del patrimonio enologico italiano, capace di coniugare tradizione e innovazione in un sorso di pura eleganza.

Evelina Guerreschi

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